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Salmo

 

PADRE NELLE TUE MANI 

CONSEGNO IL MIO SPIRITO

 

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Acclamazione al Vangelo

 

Laus tibi Christe,

Laus tibi Christe,

Rex aeternae gloriae.

 

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Ostensione della Croce

​

Celebrante:

Ecco il legno della Croce

al quale fu appeso il Cristo

Salvatore del mondo

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Assemblea:

Venite adoriamo

​

(per 3 volte alzando di tono)

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Adorazione della Croce

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LAMENTI DEL SIGNORE


Rit. Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato?
Dammi risposta
Santo sei Dio, Santo sei Dio
Santo sei Onnìpotente!
Santo sei Onnìpotente!
Santo sei immortale! Abbi pietà di noi!
Santo sei immortale! Abbi pietà di noi!


Io ti ho guidatofuo dall’Egitto
e tu hai preparato la Croce al tuo
Salvatoore


Perché ti ho guidato quarant’anni

pèr il deserto,
perché ti ho sfamato con manna.


Perché ti ho introdotto in Paèse fecondo,
tu hai preparato la Croce al tuo
Salvatore. (Rit.)

 

Popolo mio che male ti ho fatto?

In che ti ho provocato?

Dammi risposta

Santo sei Dio, Santo sei Dio 

Santo sei Onnìpotente!

Santo sei Onnìpotente!

Santo sei immortale! Abbi pietà di noi!

Santo sei immortale! Abbi pietà di noi!


Che altro avrei dovuto fare e non ti ho fatto*

Io ti ho piantato, mia scelta e flòrida vigna,
ma tu mi sei divenuta aspra e amara.


Poiché mi hai spento la se con aceto,
ed hai piantato una lancia nel petto del
tuo Salvatore.


Io per te ho flagellato l’Egitto e i
primoniti suoi
e tu mi hai dato a flagellare.


Io ti ho guidato dall’Egitto*
ed ho sommerso il faraòne nel mar Rosso

e tu mi hai dato ai capi dei sacerdoti. (Rit.)

​

Popolo mio che male ti ho fatto?

In che ti ho provocato?

Dammi risposta

Santo sei Dio, Santo sei Dio 

Santo sei Onnìpotente!

Santo sei Onnìpotente!

Santo sei immortale! Abbi pietà di noi!

Santo sei immortale! Abbi pietà di noi!

 


Io avanti a te ho squàrciato il mare
e tu con una lancia mi hai squarciato il
petto.


Io ti ho fatto stra con la nube

e tu mi hai trascinato al pretorio di
Pilato.
Io ti ho nutrito con man nel deserto
e tu mi hai percosso con schiaffi e
flagelli.


Io ti ho dissetato con acqua di salvezzà
dalla rupe  / e tu mi hai dissetato con
fiele ed aceto (Rit.)

​

Popolo mio che male ti ho fatto?

In che ti ho provocato?

Dammi risposta

Santo sei Dio, Santo sei Dio 

Santo sei Onnìpotente!

Santo sei Onnìpotente!

Santo sei immortale! Abbi pietà di noi!

Santo sei immortale! Abbi pietà di noi!

​

Io per te ho colpito il dei cananei
e tu mi hai colpito il corpo con la canna.
Io ti ho dato lo sceèttro regale
e tu mi hai dato sul capo una corona di
spine.


Io ti ho esaltato con imne potenza
e tu mi hai sospeso ad un patibolo di
croce. (Rit.)

​

Popolo mio che male ti ho fatto?

In che ti ho provocato?

Dammi risposta

Santo sei Dio, Santo sei Dio 

Santo sei Onnìpotente!

Santo sei Onnìpotente!

Santo sei immortale! Abbi pietà di noi!

Santo sei immortale! Abbi pietà di noi!

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O CROCE FEDELE


Rit. O croce fede-e-le, albero glorio_so,
u_nico è il fio_re, le_ fronde, il fru-u-tto_.
O_ dolce le-e-gno, che con dolci chio_di
so_stieni il do-o-lce-e pe__so__.


Ca_nta, o lingua, la battaglia glorio_sa_,
ca_nta il nobile trionfo della cro_ce_:
il_ Redento_re del mo-o-ndo,
immo-o-la_to_, sorge vittorio_so_. (Rit.)


Qua_ndo il fru-u-tto dell’albero fata_le_
pre_cipitò allarte ìl progenitore,
sce_lse il Signo_re un a_lbe_ro__
che_ distrugge_sse_ i-i-l male anti_co. (Rit.)


Qua_ndo del tempo sacro giunse la piene_zza_,
da_l Padre fu mandato a noi suo Figlio,
da_l grembo de_lla_ Ve_rgi_ne_
ve_nne a no_i_ Dio fatto ca_rne_. (Rit.)


Piange il Bambino nell’angusta mangiatoia,
avvolto in panni dalla Vergine Mari__a,
po__vere fa__sce gli stri__ngo_no_
le_ gambe, i pie_di_ e le sue ma__ni.


Quando a trent’anni si offrì alla Passione
compiendo l’opera per cui era nato,
come un agnello immola-a-to
fu innalzato sul legno della Croce.


E_cco aceto, fiele, canna, sputi, chiodi
ecco la lancia che trafigge il mite co_rpo,
sangue ed acqua ne sgorgano
fiume che lava la terra, il cielo, il mondo. (Rit.)


Fletti tuoi rami e allenta le tue membra,
s’ammorbidisca la durezza del tuo tronco

di__stenda sul dolce le-e-gno
le sue membra__ i-il Re del cie__lo. (Rit.)


Tu fosti degna di portare il risca_tto
e__ il mondo naufrago condurre al giusto porto;

co__mparsa de__l puro sa-a-ngue
ve_rsato dal santo corpo dell’Agne_llo.

​

Sia glo__ria al Pa-a-dre, sia gloria al Fi__glio
e__d allo Spirito Sa-a-a-a-nto.
A te__ gloria ete-e-e-rna, Trinità bea__ta,
che__ doni vita e salve____zza.

 

A__a___men_____.

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ALBERO DI VITA


È albero di vita piantato in questa terra,
la croce tua Signore è un legno verde e
forte.
E vita e morte si affrontano nel cuore tuo
essere, a nuova vita risusciti: la croce
tua da’ frutti.
È legno di speranza alzato nel deserto,
la croce tua, Signore, è il gesto del
perdono.
E Dio e l’uomo si legano nel patto
dell’amore e nuove vie si aprono si
compie la promessa.
È arca di salvezza nel mare della morte,
la croce tua, Signore, è porta del tuo
regno.
E cielo e terra s’incontrano nel dono
della pace e soffia in noi il tuo Spirito,
respira nuovo il mondo.
È segno della gloria del giorno che già
viene, la croce tua, Signore, fa chiaro
l’universo.
E luce e tenebre lottano nell’intimo
dell’uomo, la croce tua adorabile è
stella al mio cammino.

 

 

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Allestimento dell'altare

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ANIMA CHRISTI

​

Anima  Christi, santifica me.

Corpus Christi, salva me.

Sanguis Christi, inebria me.

Aqua lateris Christi lava me.

​

 

Passio Christi, conforta me.

O bone lesu, exaudi me.

Intra vulnera tua

Absconde  absconde me.

​

 

Ne permittas a te me separi.

Ab hoste maligno defende me.

In hora mortis mea voca me, voca me.

​

 

Et iube me venire ad te,

ut cum sanctis tuis laudem te

per infinita saecula saeculorum.

​

AMEN

 

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C1 - Canto di Comunione

 

NOSTRA GLORIA È LA CROCE


Rit. Nostra gloria è la Croce di Cristo,
in lei la vittoria;
il Signore è la nostra salvezza,
la vita, la risurrezione.


Non c’è amore più grande di chi dona la
sua vita.
O croce tu doni la vita e splendi di gloria
immortale.


O albero della vita che ti innalzi come un
vessillo, tu guidaci verso la meta o segno
potente di grazia. (Rit.)


Tu insegni ogni sapienza e confondi ogni
stoltezza; in te contempliamo l’amore,
da te riceviamo la vita. (Rit.)

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R – Canto di Ringraziamento

​

E LO CREDEMMO


L’ultima sera trascorsa coi suoi
prima di andare a morire per noi.
Egli giurò che neppure la morte
ora ci avrebbe diviso da Lui.


Poi lo vedemmo in ginocchio tra noi
che ci pregava di amare così
con l’umiltà di chi vuole servire
nella memoria del gesto di Lui.


E noi a chiederci tristi “perché”,
ci ripeteva sereno che ormai
Egli doveva lasciarsi tradire
e poi andare a morire da solo.


Rit. Ora ti chiedo umilmente mio Dio
di perdonare il mio cuore insicuro:
dammi la forza di accogliere ancora
la Tua parola, il Tuo gesto d’amore.


Dopo aver detto, nell’ultimo addio,
di non avere paura per Lui,
fu trascinato davanti al giudizio
fino alla morte nel nome di Dio.


E lo vedemmo, lontani da Lui,
dire per l’ultima volta “Mio Dio”
poi, nel silenzio, ci siamo lasciati
ed avevamo paura per noi.


E poi, a chiederci, tristi “perché”,
s’era lasciato morire così
senza colpire la mano dell’uomo
che aveva avuto paura di Dio.


Rit. Quando poi venne di nuovo tra noi
in quel momento soltanto con Lui,
noi comprendemmo che forza di Dio
è solo quella che dona la vita.

 

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